Wed, 25 November 2020  

 
Gente (info page)
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Gente, 1999

"Abbiamo tutti bisogno di favole". Lo canta Marco Zappa nel suo nuovissimo CD Gente. Di favole e miti. Per sognare. Laureatosi venticinque anni fa a Milano con una tesi su Freud e Jung, il cantautore più ispirato e prolifico della storia ticinese (circa 30 dischi in altrettanti anni, uno all’anno, comprendendo le collaborazioni e le compilation) è la sua volta – anche se fatica ad ammetterlo – l’incarnazione del sogno. Vive, lavora, crea, in un "antro" – prima a Minusio, ora a Giubiasco – che sembra l’atelier di un pittore.

... "Tutti i miei dischi vengono concepiti e realizzati qui", dice Zappa. "Anche quest’ultimo. E durante Piazza Blues di quest’estate qui sono venuti a registrare l’armonicista Carey Bell con i suoi musicisti".

Il rapporto con gli altri – la gente – è una costante di Marco Zappa, che nei suoi dischi ha coinvolto perfino i figli Mattia e Daria, gli allievi della scuola dove insegna (italiano e musica), musicisti di altri gruppi, corali eccetera. Ecco perché il titolo "Gente" all’ultimo suo disco.

"Il titolo è l’ultima cosa a cui penso quando faccio un nuovo disco. In genere esce dal riascolto di quello che sono riuscito a fare, come testi e come musica. Ma sono due anni – da quando ho cominciato a scrivere e comporre per questo nuovo disco – che inseguo una sensazione, quella di quanto sia fragile la nostra memoria. Credo che la gente dimentichi troppo facilmente com’era una volta, come viveva, in che posti, con chi, che cosa si attendeva dalla vita, in rapporto a quanto poi la vita gli ha dato".

Sono nate così queste canzoni che parlano di vecchi e di bambini di amori lontani e di stranieri, di gente che canta e di altri che si disperano, tra forti accenti blues, tracce evidenti del passaggio di Carey Bell nello studio, e ballate folk, in una ricchezza di musicalità che è un po’ il dato più tangibile della continua crescita di quest’autore, della sua capacità di ascoltare tutta la musica dei nostri tempi, dal rock al rap, e di coniugarla con le sue radici creando impasti sonori che lo confermano come il compositore indubbiamente più ispirato che abbia mai cantato in Ticino e del Ticino.

Quanto influisce la quotidianità sulle tue canzoni?

"Molto: Io non posso distaccarmi da quello che sono e da quello che vivo.
Perché sento il bisogno di esprimere con il testo e con la musica un mio stato d’animo, la mia reazione di fronte a fatti che leggo, che mi capita di ascoltare o che addiritura ho vissuto".

"Anche la musica contribuisce a dare più espressività al brano. Non mi importa di scivolare magari da un genere all’altro nella stessa canzone, se questo aiuta a rendere meglio il concetto e l’atmosfera della storia che sto raccontando. A volte, per marcare una situazione, ricorro a frasi ripetitive, che poi esplodono magari in un ritmo che si fa più incalzante, in un assolo di chitarra quasi urlato, urlato per dare la misura di un’indignazione crescente
".

Nel disco soprattutto hai un gruppo quasi del tutto nuovo. Come mai?

"Anche in questo caso, tutto è referito al discorso musicale che avevo in animo di fare con questo disco, e in seguito nei concerti della lunga tounée. ... C’è poi un altro aspetto importante riguardando il gruppo. Prima ancora della bravura musicale per me viene il grado di intesa dal punto di vista umano. Dobbiamo lavorare insieme ed è importante che ci sia un buon rapporto".

Hai fatto tanti dischi ... eppure non hai mai abbandonato l’insegnamento. Perchè?

"Perché fa parte della mia natura. Per quanto comporre, fare dischi, suonare mi abbiano dato tante soddisfazioni, c’è qualcosa che la musica non può darmi. Mi piace insegnare. ... La vita è fatta di tanti aspetti diversi e io me li sento addosso tutti. La scuola, il lavoro, la musica, la famiglia, gli amici, le gioie e le sofferenze".

... che il Ticino ti stia un po’ stretto?

"Non è vero invece che il Ticino mi stia stretto. Io penso che ognuno di noi deve sempre essere se stesso. E io sono ticinese. Me lo sento addosso. Se sto via per un po’ di tempo questo paese mi manca, ed è come se mi si spegnesse la fantasia, l’ispirazione".

Parti da un intervista di Umberto Savolini nell’ Extra del Corriere del Ticino
Composti da Anna Zürcher


Registrazioni
Voci, strumenti, postproduzione e master digitali
MZ Sound Studio 6512 Giubiasco

Regia
Marco Zappa


Marco Zappa
Ideazione e regia
Testi, musiche, arrangiamenti
Voce, chitarre, armonica, flauti a becco, percussioni

Danilo Boggini: fisarmonica, pianoforte
Irina Simoneta: voce, flauto, percussioni
Lucio Zaninotto: basso el.,voce
Max Pizio: sassofoni
Oliviero Giovannoni: batteria
Christoph Jaussi: batteria

Ospiti
Carey Bell & Band (USA)
Coro Vox Nova
Duilio Galfetti mandolino
…e altri ospiti


1. Siam tutti così?!
2. Vecchio col bastone
3. (Abbiamo bisogno di...) Favole
4. Amore lontano
5. Blues dello specchio che cambia col tempo
6. Al cantá l'ha mai fai maa
7. Notte infernale a Belgrado
8. Destinazione marciapiede
9. Lezion d'ingles (versione italiana)
10. La Rondine
11. Tutta colpa di Rodoo!
12. Bambina cieca
13. La sciora Lucia ha la TV
14. Stranieri!
15. Il sig. TI
16. Al mercaa da Bellinzona
17. English lesson (JAM bonus track)




TI DOC MZ PRODUZIONI

P C Marco Zappa 2000
CD-MZP/TI DOC G



CORRIERE DEL TICINO
CULTURA & SPETTACOLI
MARTEDI 5 OTTOBRE 1999

PRESENTATI IERI 1L NUOVO CD E LA TOURNÉE, CHE PARTIRÀ GIOVEDÌ DA BELLINZONA !
Marco Zappa e la sua "Gente"
Ospiti illustri internazionali per oltre settanta minuti di musica
Fabrizio Coli

Artista poliedrico e di pluridecennale esperienza, Marco Zappa torna in questi giorni alla ribalta con la pubblicazione del suo nuovo CD, intitolato "Gente" prodotto dallo stesso musicista ticinese e distribuito dalla Music Vertrieb di Zurigo. Lavoro pieno e impegnativo, sotto il profilo prettamente musicale, Gente si pone come una sorta di antologia ideale della lunga e proficua carriera di Zappa, racchiudendo il meglio delle esperienze artistiche del cinquantenne musicista originario di Meride che, dal suo esordio del 1967 a oggi, ha legato il proprio nome a quasi una trentina di lavori in studio fra album propri e collaborazioni, ha partecipato con diverse formazioni ai più importanti Festival europei fra i qua1i Nyon, Montreux, Liverpool o Francoforte, Berlino ed e stato insignito nel 1996 del premio "Maschera d'argento per la musica" a campione d’Italia. Rock, folk e blues si amalgamano negli oltre settanta minuti di Gente. Ricca la lista dei musicisti che hanno partecipato alle registrazioni. Oltre al nutritissimo gruppo di artisti ticinesi e svizzeri dei quali, per volere dello stesso Zappa, non facciamo qui i nomi, per lasciare il gusto della scoperta agli ascoltatori, Gente si avvale dell'apporto di illustri ospiti stranieri del calibro del grande armonicista USA blues Carey Bell e della sua band, incontrati da Zappa in occasione dell'ultima edizione di Piazza Blues, con i quali si è stabilito subito un riuscitissimo, sodalizio artistico che contribuisce non poco a dare un'impronta intenazionale a tutto l'album.
Attenzione particolare va riservata ai testi, elemento sempre essenziale nella produzione dell'artista ticinese. Nei sedici brani più una bonus track che compongono questo ultimo lavoro si incontra infatti una galleria di personaggi e di situazioni che, anche se spesso scaturite da particolari fatti di cronaca o da incontri reali, finiscono per costituire delle tipologie universali facilmente comprensibili tanto a Bellinzona, quanto sui palchi della Deley Plaza o del noto blues club Redfish di Chicago, dove Zappa e la sua band hanno tenuto il mese scorso due fortunate performances. Oltre che per storie di casa nostra, delle quali Zappa è da sempre interprete attento e originale, c'e dunque spazio per tematiche di respiro più internazionale. Si passa così, brano dopo brano, dall'umorismo di "Tutta colpa di Rodoo!", all'amarezza di "Notte infernale a Belgrado" nella cui base, per così dire, «all'indietro», il musicista ticinese ha modo di sfoggiare la sua conoscenza delle tecniche di registrazione più sofisticate, simili a quelle usate da Ben Harper per l'intro. della sua "Roses from My Friends", tanto per fare un esempio, a momenti dove fra i versi riemerge il background colto di un Marco Zappa laureatosi nel 1974 a Milano con una tesi su Jung e Freud, come nel caso di "(Abbiamo bisogno di...) Favole", in- teressante riflessione sul rapporto fra massa e idolo, divo del momento o santo che sia.

laRegioneTicino
martedi 5 ottobre 1999

Ospiti importanti e musica equilibrata per il nuovo album del cantautore ticinese

Ecco la “Gente” di Marco Zappa

Si intitola "Gente" i1 nuovo album di Marco Zappa, presentato ufficialmente ieri al pubblico dallo stesso prolifico cantautore ticinese. "Gente" è una nuova tappa musicale nella carriera di Zappa, che ad ogni nuova uscita riesce a confermare la crescita costante della 'sua produzione artistica. E stavolta, per rendere più corposo il suo CD (17 canzoni) ha chiesto la collaborazione di a1cuni famosi musicisti blues americani che, approfittando della loro presenza bellinzonese in occasione di Piazza Blues, si sono prestati, regalando così a "Gente", almeno nella atmosfera generale, un po' di internazionalità che non fa mai male.
Diciamo nell'atmosfera generale perché un album come "Gente" racchiude in sé la poetica essenziale del Marco Zappa artista: un personaggio con solide radici ticinesi che, pur potendo sfruttare la collaborazione della Carey Bell Blues Band, non ha voluto fare un disco internazionale, ma solo rendere più moderno e più vivo il suono della sua musica.
Una musica che, pur prendendo spunto e concentrando in sé i tratti somatici di rock, folk, blues e non pochi accenti classici, resta comunque una musica fruibile per tutti.
Una musica “popolare” nel senso più generale del termine, quello che indica come un album di questo genere possa essere ascoltato e gradito da piccoli e grandi di qualsiasi estrazione sociale.
Per scrivere le canzoni di “Gente” – ma è stato così anche per molti suoi lavori precedenti – Marco zappa ha preso spunto da…tutto.
Da un articolo di Enzo Biagi è arrivato lo spunto di “(Abbiamo bisogno di)favole”, cantata con il coro dei ragazzi della II A della Scuola Media di Minusio (anche questo elemento ormai quasi immancabile nei lavori di Zappa); da una poesia scritta per la figlia Daria, sua collaboratrice in molti album, è arrivata”Amore lontano”. E poi ancora “Stranieri”, scritta sull’onda emozionale di un fatto di cronaca accaduto nel settembre del 1998 a Lugano, e costruita attorno ai dispacci del tg, o “Notte infernale a Belgrado”, corrispondenza della Rsi durante la guerra balcanica, diventata una canzone di grande intensità.
Insomma: Marco Zappa scrive di piccoli e grandi fatti di tutti i giorni, di sensazioni, di emozioni; le adagia su un letto di musica e crea così i suoi dischi che piacciono per la loro immediatezza e la loro mai nascosta ironia, che è sempre l’elemento ideale per poter sdrammatizzare ogni evento e potergli dare il suo giusto peso, nella nostra vita quotidiana.
Musica di vita quotidiana: potrebbe essere la definizione ideale per quello che Marco Zappa realizza senza posa, infarcendo il tutto della sua grande abilità musicale e della sua verve poetica.
Forse “Gente” è il suo disco più riuscito, perché questi elementi vengono inclusi e amalgamati fra loro senza che nessuno prevalga sull’altro. Così il dialetto non deborda, la musica è varia, il ritmo è piacevole… un disco equilibrato.
Un album che Marco Zappa presenterà ufficialmente anche dal vivo in concerto, programmato per giovedì 7 ottobre al Teatro Sociale di Bellinzona:da non perdere!

Alessandro Bertoglio

Giornale del Popolo
Marco Zappa racconta,la sua "Gente"
L'ultimo CD del musicista alle prese con un campionario di umanità alle soglie del 2000

di Bruno Boccaletti

La musica non nasce mai a tavolino. Specialmente quella di Marco Zappa, che si è nutrita, in questi anni, di passioni folgoranti per generi disparati, a volte opposti e degli incontri con la gente.
Proprio questo, d'altra parte, è il titolo del nuovo CD e dello spettacolo che il musicista ticinese porterà in giro per la Svizzera, da Bellinzona (occhio al 7 ottobre al Teatro Sociale) a Zurigo.

Il nuovo disco ha radici artistiche ed umane. Sul piano musicale, determinante è stato l'incontro, nel backstage di Piazza Blues, quest'estate dell'armonicista USA Carey Bell e della sua band. Dalla nascita di un'improvvisa simpatia alla sala di registrazione, il passo è stato breve, e l’ultimo lavoro di Zappa si ritrova a dover molto alla simbiosi con una delle leggende viventi dei locali blues di Chicago. Ma dietro alla musica, sta la "Gente", un insieme variegato di persone che compongono il puzzle della nostra società, alle soglie del Duemila. Sarà capitato anche a voi, di incontrare, ad esempio "Il Signor T" il quale, sicuro del suo posto di banca, si trova confrontato con le fusioni nel settore e i problemi occupazionali del figlio. Accanto a lui c'è "La Rondine", storia vera di una ex infermiera romana che vive in uno scantinato, eppure è felice così, vive la sua libertà, e non le importa di cosa dice la gente. E Il "Vecchio col bastone" è nient'altro che un anziano sardo, incontrato in una sala d’aspetto di uno studio medico, che per una volta racconta realisticamente di come, "ai suoi tempi, le cose fossero non migliori, ma peggiori di adesso". La stoffa dei 17 brani proposti nel CD "Gente" è quella descritta sopra. "Ogni brano, racconta Zappa, parla di personaggi che, in fondo, non hanno tempo, tipi universali della nostra società." Si tratta, mi pare, di personaggi in qualche modo sfortunati, guardati, però, non attraverso il filtro della compassione ma con una forte partecipazione umana".

Zappa fotografa immagini di vita e ce le ripropone attraverso musiche e testi che, di volta in volta scelgono le strade dell'italiano, del dialetto e, passi l’espressione, di un inglese maccheronico e, per questo, compreso universalmente. Nei suoi viaggi in Sardegna, al musicista è capitato di osservare una "Bambina cieca", aggrappata alla madre, mentre muove incerta i passi nel mare. Eppure da lei esce un’aura di serenità, ed è il contrasto tra la sua condizione e la tranquillità che Zappa trae spunto per la sua musica.
L’elenco è lungo: c’è, ad esempio, "Stranieri" che prende le mosse da un fatto di cronaca della nostra regione: un ragazzo di 12 anni accusa alcuni stranieri di averlo picchiato. La polizia, dopo che i giornali se ne sono già occupati, smonta il teorema di un giovane che ha già respirato sin troppa aria razzista. Di Marco Zappa passa anche una vena psicologizzante in "(Abbiamo bisogno di…)favole", che ricorda come tutti quanti dipendiamo, per soddisfare il bisogno di vivere, da miti e, appunto, favole. "La Sciora Lucia ha la TV" narra di una semplice pensionata, persa in quel bel marchingenio che è la TV, con la triste ed unica illusione che il mondo si esaurisca lì. Ma in lei, una vena di nostalgia riaffiora, a tratti, specialmente la sera. Chissà se basta davvero "Pallalunga e Pedalare" come ironicamente suggerisce il finale?
Forse, neppure i miti di "Favole" sono sufficienti a dare risposte esaurienti alla voglia di vivere che Zappa, nelle sue canzoni, fotografa.

Il tour svizzero parte da Bellinzona

Quali influenze musicali stanno dietro al nuovo CD di Marco Zappa? "C'e tutta la mia storia musicale; anche qui, come in altre occasioni, dipendo molto dagli ospiti che invito a suonare". In effetti, l'ultima produzione del musicista risulta "molto piena" come lui stesso ammette. "Il sacrificio più grande – aggiunge – è stato quello di dover togliere delle parti interessantissime registrate dagli ospiti" e la circostanza non stupisce, data la ricchezza, anche numerica, degli apporti esterni. Avremo modo di valutare dal vivo il suo ultimo lavoro già giovedì 7 ottobre alle ore 20.30 al Teatro Sociale di Bellinzona, quando potremo ammirarlo sul palco, insieme ai suoi numerosi ospiti. Ricordiamo che pochi giorni fa, il 17 e 18 settembre, Zappa ha avuto modo di esibirsi in un concerto "live" sul palco della Deley Plaza di Chicago e i al RedFish, uno dei più conosciuti e importanti locali di di una città che ha dato grandi nomi all musica blues e jazz. È stata quella l’occasione per rinsaldar i vincoli con la band di Carey Bell, che i bellinzonesi già conoscono da Piazza Blues; Bell è uno dei musicisti più noti della città degli.Stati Unitie e la sua impronta è determinante in "Gente". Lo spettacolo al Teatro Sociale di giovedi dovrebbe rappresentare la possibilità di vedere all'opera i molti collaboratori di quest'ultima fatica di Zappa.
 
 
Gente, 1999  

"Abbiamo tutti bisogno di favole", wir haben alle Fabeln nötig. Das singt Marco Zappa auf seiner neuesten CD Gente. Fabeln und Mythen. Zum Träumen. 25 Jahre früher promoviert Marco an der Universität Mailand mit einer Arbeit zu Freud und Jung. Der meist inspirierte und schöpferische Cantautore der Geschichte des Tessins (ca. 30 Schallplatten in etwa gleichviel Jahren, inklusive Zusammenarbeit) und seinerseits – auch wenn es ihm schwer fällt es zuzugeben – die Inkarnation des Traums. Er lebt , arbeitet, kreiert in einem "Lokal" – zuerst in Minusio, jetzt in Giubiasco – welches dem Atelier eines Malers gleicht.

... "Alle meine CDs werden hier entworfen und realisiert", sagt Zappa. Auch diese neueste. Und während dem Piazza Blues in diesem Sommer sind der Mundharmonikspieler Carey Bell und seine Musiker hierher zum Aufnehmen gekommen".

Die Beziehung zu den Anderen – den Leuten – ist eine Konstante von Marco Zappa, welche in seinen CDs schlussendlich auch seine Tochter Daria und seinen Sohn Mattia , die Schüler seiner Schule, wo er Italienisch und Musik unterrichtet, Musiker und andere Gruppen, Chöre etc., einbezieht. Darum der Titel "Gente" seiner neuesten CD.

"Wenn ich eine neue CD mache, denke ich erst am Schluss an den Titel. Im Allgemeinen stammt er aus dem Wiederhören dessen, was mir zu machen gelungen ist, wie Texte und Musik. Aber es sind zwei Jahre – seit ich für diese neue CD zu Schreiben und zu Komponieren begonnen habe – eine CD, die den Eindruck verfolgt, wie empfindlich unser Gedächtnis ist.
Ich glaube, dass die Leute zu leicht vergessen, wie es einmal war, wie sie
lebten, an welchen Orten, mit wem, was sie vom Leben, von der Beziehung erwarteten, und dann, was das Leben ihnen gegeben hat
".

So sind diese Lieder entstanden, die von alten Leuten und von Kindern erzählen, von fernen Lieben und von Ausländern, von Leuten, die singen und von anderen die verzweifeln. Zwischen stark akzentuiertem Blues, offensichtliche Spuren des Besuches Carey Bells im Studio, und Folkballaden, ein Reichtum von Musikalität, welche ein wenig der fühlbarste Punkt im kontinuierlichen Wachstum Marco Zappas ist, von seiner Kapazität alle Musik unserer Zeit zu hören, vom Rock bis zum Rap und sie mit seinen Wurzeln zu verbinden. Dabei eine Klangmischung zu erfinden, welche ihn als den unzweifelhaft am meisten inspirierten Komponisten bestätigen, der jemals im und vom Tessin gesungen hat.

Wie beeinflusst der Alltag deine Lieder?

"Sehr stark. Ich kann mich nicht von dem trennen, der ich bin und von dem, wie ich lebe. Weil ich das Bedürfnis verspüre in meinen Texten und mit meiner Musik meinen Seelenzustand auszudrücken, meine Reaktion gegenüber Tatsachen, die ich lese, welche mir zu Gehör gekommen sind oder die ich wirklich selber erlebt habe.

... Auch die Musik nimmt Teil an der Ausdruckskraft des Stückes. Es hindert mich nicht, im gleichen Lied von einer Gattung zu einer anderen zu gehen, wenn dies dazu hilft, das Konzept oder die Atmosphäre der Geschichte besser auszudrücken, die ich erzähle. Manchmal, um eine Situation hervorzuheben, wiederhole ich Phrasen, welche dann in einem drängenden Rhythmus explodieren, in einem fast geschrieen Gitarrensolo münden, geschrieen um der Empörung Ausdruck zu verleihen
".

Auf der CD hast du eine fast neue Band. Warum?

"Auch in diesem Fall hat alles mit der Musik zu tun, welche ich im Sinn habe auf dieser CD zu machen, und danach auf der langen Konzerttournee. ... Es gibt aber auch einen anderen wichtigen Aspekt die Gruppe betreffend. Zuallererst, vor dem musikalischen Können, kommt für mich der Grad des Einvernehmens aus der menschlichen Sicht. Wir müssen zusammen arbeiten und es ist wichtig, dass wir eine gute Beziehung zueinander haben".

Du hast viele CDs gemacht ... trotzdem hat du die Schule nie verlassen. Warum?

"Weil es Teil meiner Natur ist. Was das Komponieren, das CD machen und das Musizieren betrifft, habe ich viel Befriedigung erhalten, aber es gibt etwas, das mir die Musik nicht geben kann. Es gefällt mir, zu unterrichten.
... Das Leben besteht aus vielen verschiedenen Aspekten und ich brauche alle: die Schule, die Arbeit, die Musik, die Familie, die Freunde, die Freuden und die Leiden"
.

... dass es dir im Tessin ein bisschen eng wird?

"Nein, das ist nicht wahr, dass es mir im Tessin eng wird. Ich denke jeder von uns muss immer sich selber sein. Und ich bin Tessiner. Ich fühle mich so. Ich bin für eine gewisse Zeit weg und schon fehlt mir das Land, es ist als ob die Fantasie, die Inspiration erlöschen würde".


Ausschnitte aus einem Interview von Umberto Savolini im Extra des Corriere del Ticino, 7. Oktober 1999
Zusammengestellung und deutsche Übersetzung
Anna Zürcher



Aufnahme
Gesang, Instrumente, Nachproduktion und Digital-Master
MZ Sound Studio 6512 Giubiasco


Marco Zappa
Idee und Regie
Texte, Musik, Arrangements
Gesang, Gitarre, Mundharmonika, Blockflöten, Perkussion

Danilo Boggini: Akkordeon, Piano
Irina Simoneta: Gesang, Querflöte, Perkussion
Lucio Zaninotto: Elektrobass, Gesang
Max Pizio: Saxophone
Oliviero Giovannoni: Schlagzeug
Christoph Jaussi: Schlagzeug

Gäste:
Carey Bell & Band (USA)
Coro Vox Nova
Duilio Galfetti: Mandoline
... und andere Gäste


1. Siam tutti così?!
2. Vecchio col bastone
3. (Abbiamo bisogno di...) Favole
4. Amore lontano
5. Blues dello specchio che cambia col tempo
6. Al cantá l'ha mai fai maa
7. Notte infernale a Belgrado
8. Destinazione marciapiede
9. Lezion d'ingles (versione italiana)
10. La Rondine
11. Tutta colpa di Rodoo!
12. Bambina cieca
13. La sciora Lucia ha la TV
14. Stranieri!
15. Il sig. TI
16. Al mercaa da Bellinzona
17. English lesson (JAM bonus track)



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P C Marco Zappa 2000
CD-MZP/TI DOC G