Wed, 25 November 2020  

Gente

8. Destinazione marciapiede
(Marco Zappa 1999 - Istambul, luglio 1990 / Cronaca di Milano, maggio 1998)


Sedici anni, albanese,
obbligata a lavorare,
passeggiava, in piena notte,
sotto un lampione di Milano.
    Sedici anni, già matura,
    l'ha beccata la volante,
    le manette, la sirena,
    l'han portata in questura:

        «Sono orfana, operaia,
        sono giunta da Tirana,
        ho sognato su un gommone...
        Sono orfana, operaia,
        sono giunta da lontano,
        destinazione... marciapiede».

Sedici anni, disperata,
chissà se le hann spiegato
a quale mondo avrebbe dato
il suo fiore di bambina?
    Ho paura che sapesse,
    e che l'idea le andasse:
    duri stenti per qualche anno,
    poi una famiglia e una casa.

        «Sono orfana, operaia,
        sono giunta da Tirana,
        ho sognato su un gommone...
        Sono orfana, operaia,
        sono giunta da lontano,
        destinazione... marciapiede».

Accalcati come mosche
dentro un vicolo della città
attirati dal piacere
    delle case di piastrelle...    Ah...
In questa bolgia, solo maschi,
anche loro poveracci
resi bestie dalla fame
    delle case di piastrelle.    Ah...
Cento donne da usare,
da pagare pochi soldi,
da consumare e poi schernire,
    nelle case di piastrelle.    Ah...
Come carne da macello
cento corpi di ogni stazza,
cento donne grasse, magre,
    nelle case di piastrelle.    Ah...
E con questi occhi da guardoni,
i macellai siamo anche noi,
accalcati come mosche,
    anche solo per curiosare.    Ah...

        «Ero orfana, operaia,
        ho sognato su un gommone...
        una famiglia e una casa.
        Sono orfana, operaia,
        ho una bimba da sfamare
        ma la nostra casa...
        è sempre ancora il marciapiede».
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